Non nascondi le paure - MA

•Aprile 30, 2008 • Nessun Commento

 

 

 

Viveva la sua estate anche d’inverno

 

 

 

di giorno e di notte io, per campare parlo di stelle

sotto un cielo sempre nero

 

Con le nostre facce stanche
un mattino
ci trova insieme a camminare
parli con me
ore ed ore
non nascondi le paure

 

Dammi una tua canzone

 

Maestro della Voce

P.F.M.

 

 

 

Oggi tra Paradiso ed Inferno

•Aprile 26, 2008 • Nessun Commento

 

 

Paradiso ed Inferno

 

Paradiso e inferno sono qui, dietro ogni muro ed ogni finestre

L’equilibrio lo chiamano, io lo chiamo ipocrisia di merda.

Constantine

Primo in-contro con Luce

•Aprile 25, 2008 • Nessun Commento

Ho incontrato Luce oggi. Era vicino all’albero, mi guardava con timore. Secondo me, non voleva proprio essere li, avrebbe preferito stare in un luogo più cupo, forse più buio come tra le alberi fitti della foresta che stava non molto lontano di della quercia.

Ma io stavo vicino alla quercia, Spirito mi aveva portato li. Aveva detto che Luce ci sarebbe, ma penso che Luce è arrivato per me. Penso che Luce non ha molta scelta, forse il suo, di Spirito, è lo stesso del mio. Bella combinazione.

Tu mi dicevi che la verità e la bellezza non fanno rumore.

Luce al riverbero del sole pare cupo. E’ una bellissima pantera. Ma luccica di nero. E’ irrequieto. Lo dovrei essere io, mi dico guardando la sua bellezza, la sua grandezza, la sua nobiltà.

Decisamente folle. Non riesco proprio a descrivere quella sensazione.

Adesso sono seduta ai piedi di quella grande quercia. Non c’è niente di più immortale di lei.

Non c’è niente di più debole di me. E non c’è niente di più incredibilmente bello che lui.

Lui è decisamente irrequieto, come fanno i felini, fa due passi in diagonale senza avvicinarmi, e due passi in diagonale nell’altro senso, senza avvicinarmi. Vuole ma duole della sua stessa decisione.

E’ tempo di imparare a guardare.

Strano, io non percepisco la distanza fra Luce e me e io mi avvicino già verso di lui con un donno. E se percorro questa distanza ora, vuole dire che distanza non c’è mai stato prima.

E’ tempo di imparare a cadere.

Luce vedendomi arrivare si accuccia. Non si muove più, secondo me, non respira più. Quando mi abbasso per fargli il Donno, una cesta di fiori preso sull’arcobaleno, egli abbassa la testa. Sconfitto. Incredibilmente felice.

E’ tempo di dominare il fuoco.

Come si può un animale cosi bello e cosi nobile essere ammaliato da una Fata dei Fiori come me, mi dico. Vedo sotto il collo dell’animale il suo sangue pulsare in una vena come lo è il fuoco dentro la terra. Potrebbe addentrare la mia pelle bianca per pranzare, mi dico. Potrebbe solo abbattere la sua zampa sul mio cuore per togliermi ogni soffio di vita dentro la mia irrealtà.

Ma Luce continua a guardare i fiori come un Donno.

E io continuo ad amare silenziosamente Luce.

 

Una Via o un Altra

•Aprile 25, 2008 • Nessun Commento

Ci sono varie strade per potere conoscere se stessi.

Si può scavare dentro il suo inconscio con varie tecniche, scorgendo e trasformando quello che non sentiamo sia utile per noi, o scegliere d’innalzarsi al super-conscio e sviluppare questa particolare attenzione per migliorare.

La prima è psicoterapia, la seconda è meditazione.

Pure diverse, non c’è una via più breve dell’altra, e probabilmente la loro unione porta solo ad Armonia.